Posizionamento Google
Posizionare un sito su Google è un’attività che richiede molta esperienza, tanta pratica e una conoscenza profonda, costantemente aggiornata (decisamente paranoica) di come lo spider di Google, conosciuto anche come Googlebot, analizza, valuta e classifica ogni singolo documento che incontra sul web. Ardua impresa se tutto questo viene affrontato con molta superficialità (come molti finti SEO fanno), se si pensa che ogni anno Google cambia il suo algoritmo di ricerca fino a 500-600 volte e tra questi aggiornamenti c’è n’è sempre qualcuno rilevante che influenza i risultati di ricerca in modo significativo rispetto ad altri minori.

Google è il più utilizzato motore di ricerca al mondo, in Italia vanta circa il 93% di tutte le ricerche effettuate sul web, diventa quindi normale concentrare gli sforzi per posizionare un sito nelle sue pagine di risposta chiamate SERP (Search Engine Report Page). Google utilizza il PageRank™ come base per i propri algoritmi, che si determina a sua volta analizzando la struttura dei collegamenti ipertestuali (link) tra le pagine all’interno d’internet e la qualità dei contenuti testuali che indicizza nel suo vasto archivio digitale. Un particolare software, conosciuto meglio come spider o Googlebot, che giorno e notte cerca e indicizza milioni di pagine web, sfruttando a pieno l’algoritmo del PageRank™ come strumento per organizzare, classificare e assegnare un determinato valore a un documento. Una pagina sarà quindi ben classificata da Google se proporrà contenuti unici e se avrà dei link qualitativi (non quantitativi) che si collegano ad essa, rendendo quindi la pagina rilevante per le ricerche dell’utente.
Per citare solo alcune cose che si deve compiere in fase di ottimizzazione, è fondamentale scegliere le giuste parole chiave, strutturare il sito SEO Friendly con un codice chiaro e pulito, arricchire il sito con contenuti autentici (unici, originali, non copiati), ottenere dei link qualitativi, aggiornare il sito costantemente (Google conosce quando le pagine vengono aggiornate per l’ultima volta), usare correttamente i collegamenti interni al sito, scrivere buoni titoli e descrizioni delle pagine (META Tag), utilizzare dove possibile parole chiave nelle URL (http://miosito.com/mele-verdi.html), nella scala degli Heading Tag (h1, h2, h3…) e con molta saggezza in grassetto e corsivo, curare maniacalmente i testi del sito correggendo i possibili errori ortografici….e molto altro.
Tutte queste strategie unite assieme rendono possibile la corretta Ottimizzazione (SEO) del sito, non forzata con tecniche fraudolente e non conformi alle Linee Guida di Google. Il SEO deve essere un forte alleato che ci aiuta a migliorare la classifica (ranking) di un determinato sito internet nei risultati di ricerca e non uno strumento da combattimento che si utilizza per ingannare il motore di ricerca e principalmente l’utente. Moltissimi SEO, purtroppo, adottano quest’ultima tattica cercando di ottenere buoni risultati in brevissimo tempo derubando il cliente; tali lavori risultano forzati, artefatti, non corretti per il sito e con moltissime possibilità di essere penalizzato e eliminato dall’indice di Google.
L’importanza dei contenuti come strategia naturale del posizionamento
E’ facile comprendere come i contenuti di una pagina rappresentino la naturale strategia di posizionamento. Pubblicare contenuti autentici e soprattutto utili, sempre e solo a favore dell’utente, che è l’utilizzatore finale, sono la vera ottimizzazione del sito, evitando future penalizzazioni con l’introduzione e aggiornamento di nuovi algoritmi da parte dei motori di ricerca che potrebbero penalizzare pagine oneste ma troppo poco aggiornate e con dei testi qualitativamente bassi. Tutte le tecniche SEO messe assieme (anche le più estreme) hanno scarso effetto (o se lo hanno è per poco tempo) se alla base del sito non vi sono contenuti realmente unici, costantemente aggiornati, sempre validi per l’utente e di conseguenza per i motori di ricerca. Google basa i suoi algoritmi su questi concetti, desidera sempre offrire risorse valide ai suoi utenti, realmente utili e decisamente attuali.